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I luoghi di Fellini

Federico Fellini nasce a Rimini il 20 gennaio 1920, figlio di Ida Barbiani, romana, e di Urbano, rappresentante di commercio originario di Gambettola.
Mentre ancora frequenta il liceo, il futuro regista comincia a farsi un nome come caricaturista: per promuovere i film, il gestore del cinema Fulgor gli commissiona i ritratti dei divi. Fin dai primi mesi del ’38 avvia una collaborazione con la Domenica del Corriere, che ospita varie sue vignette, e con il settimanale umoristico fiorentino 420.
Trasferitosi a Roma nel gennaio del ‘39 con il pretesto di iscriversi a giurisprudenza, entra nella redazione del Marc’Aurelio, un diffuso periodico satirico, diventando popolare attraverso centinaia di interventi a firma Federico.
Partecipando ai copioni dei film di Fabrizi e di altri, il riminese si impone presto come sceneggiatore. Lavora a Roma città aperta e subito dopo a Paisà stringendo una feconda amicizia con Roberto Rossellini. Sceglie di associarsi con il commediografo Tullio Pinelli, al quale resterà per sempre legato. In coppia diventano fra gli sceneggiatori più richiesti, al servizio di vari registi tra i quali Pietro Germi e Alberto Lattuada. Quest’ultimo lo vuole accanto nella regìa di Luci del varietà (1950), che si autoproducono uscendo dall’impresa pieni di debiti. Va male anche il primo film che Fellini dirige da solo, Lo sceicco bianco (1952), ma il successo arriva con I Vitelloni (1953), Leone d’argento a Venezia e lancio definitivo di Alberto Sordi. Segue La strada (1954), interpretato da Giulietta e premiato con l’Oscar, soltanto la prima di una serie di pellicole che collocheranno Fellini fra i grandi del cinema. Tra i titoli più noti si ricordano Le notti di Cabiria (’57, altro Oscar), La dolce vita (’60, Palma d’oro a Cannes), 8½ (’63, Oscar) Fellini Satyricon (’69), Roma (’72), Amarcord (’73, Oscar), Il Casanova (’76), Prova d’orchestra (’79), Ginger e Fred (’85), Intervista (’87, premio del Quarantennale a Cannes, Gran premio a Mosca), La voce della luna (’90).

L’iter felliniano è costellato di omaggi e riconoscimenti, inclusi la Legion d’onore (’84) e il Praemium dell’Imperatore del Giappone (’90).
Fellini è uno dei registi che ha vinto più Oscar, cinque, di cui l’ultimo, alla carriera, nel ’93, pochi mesi prima della morte, che avviene a Roma il successivo 31 ottobre.

FONTANA DI TREVI
La dolce vita (1960)
La spettacolare fontana barocca accoglie l’episodio più celebre del film, il bagno della mitica Anita Ekberg.

PIAZZA DEL POPOLO
La dolce vita (1960)
Qui Marcello (Marcello Mastroianni) e Maddalena (Anouk Aimée) fanno salire in macchina una prostituta per accompagnarla nella sua casa.
Roma (1972)
Fellini ci mostra questa piazza di sfuggita nella lunga corsa finale di un gruppo di motociclisti da Castel Sant’Angelo fino al Colosseo.

VIA VENETO
La dolce vita (1960)
Strada-simbolo del film, dove ogni sera al Café de Paris si radunano i personaggi che animano la mondanità capitolina.
Le notti di Cabiria (1957)
Qui l’ingenua e dolce prostituta Cabiria (Giulietta Masina) si reca ogni giorno mescolandosi ad altre donne con tariffe ben più elevate delle sue.

TRINITÀ DEI MONTI
Lo sceicco bianco (1952)
Gli sposini protagonisti Ivan (Leopoldo Trieste) e Wanda (Brunella Bovo) alloggiano nell’albergo Tre Fiori, in Via Sistina. L’occhio del regista ci mostra un panorama di Roma con un primo piano di Trinità dei Monti.

PIAZZA DI SPAGNA
Roma (1972)
Lungo la scalinata di Trinità dei Monti è disseminato un gruppo di ragazzi hippy, che suonano e si bagnano nella fontana della Barcaccia.

Web: http://www.turismoroma.it/it/node/43441
Fonte bibliografica: federicofellini.it